
Amrita Sher-Gil
1913–1941 · Raj britannico · Modernismo
La storia
Sher-Gil nacque a Budapest da padre aristocratico sikh e madre cantante lirica ungherese, crebbe fra l'Ungheria e l'India e si iscrisse all'École des Beaux-Arts di Parigi a 16 anni. Lì dipinse in modo ossessivo, per lo più se stessa e le persone attorno a sé, lasciando 19 autoritratti soltanto dagli anni parigini, assorbendo per strada Cézanne, Gauguin e Modigliani.
Tornò in India nel 1934 già convinta che il suo vero soggetto fosse lì, e passò gli ultimi anni a dipingere donne di villaggio, braccianti e scene rurali in uno stile essenziale che attingeva alla miniatura indiana e alla pittura delle grotte di Ajanta più che all'accademia europea appena lasciata. Scrisse in quel periodo di sentire che avrebbe potuto davvero tornare a dipingere solo una volta di nuovo tra «gli uomini e le donne dal corpo scuro e seminudi dell'India meridionale».
Morì all'improvviso a Lahore nel dicembre del 1941, cinque giorni prima di una mostra personale che stava preparando, a 28 anni e in circostanze tuttora contese dai biografi. Un centinaio circa dei suoi dipinti furono in seguito donati al governo indiano come dono alla nazione e sono oggi appesi alla National Gallery of Modern Art di Nuova Delhi.

