
Gian Lorenzo Bernini
1598–1680 · Stato Pontificio · Barocco
La storia
Non ancora quarantenne, Gian Lorenzo Bernini era già lo scultore più celebrato di Roma, rifacendo la Basilica di San Pietro per una serie di papi e scolpendo il marmo in modo che il tessuto sembrasse muoversi e la carne cedere sotto pressione. Nel 1636 iniziò una relazione con Costanza Bonarelli, moglie di un suo stesso assistente di bottega e donna della nobile famiglia Piccolomini, e nel 1637 scolpì un busto marmoreo del suo ritratto che ruppe con due secoli di convenzione formale del ritratto funerario, mostrandola come colta in uno sguardo fugace, labbra socchiuse, capelli sciolti.
La relazione finì male. Quando Bernini scoprì che Costanza si era legata anche a suo fratello Luigi, picchiò Luigi con una sbarra di ferro abbastanza forte da rompergli le costole e mandò un servo a sfregiarle il volto con un rasoio. Papa Urbano VIII, non volendo perdere il suo artista prediletto per lo scandalo, ordinò a Bernini di sposarsi, e nel giro di pochi mesi sposò Caterina Tezio, un matrimonio durato 34 anni e da cui nacquero 11 figli.
Un decennio più tardi, lavorando alla Cappella Cornaro a Roma, Bernini scolpì l'Estasi di Santa Teresa, raffigurando la monaca spagnola del Cinquecento nel momento in cui descrisse un angelo che le trafiggeva il cuore con una freccia dorata. Gli storici dell'arte hanno a lungo notato che il volto di Teresa nel marmo richiama i tratti del busto precedente di Costanza, le stesse labbra socchiuse scolpite a un decennio di distanza per due tipi molto diversi di estasi.
