
Fauni e ninfe
Dettagli
La storia
Verso la fine dell'Ottocento, mentre i pittori che frequentava riempivano le loro tele di stanze parigine illuminate a lampada e di carte da parati a motivi, Roussel se ne andava di continuo in un bosco mediterraneo immaginato. I suoi abitanti sono qui: fauni, i compagni dai piedi caprini del dio del vino Bacco, e ninfe, i giovani spiriti della natura del mito greco, radunati tra gli alberi senza che vi si leghi alcuna storia precisa. Non li dipinse su tela ma su cartone, quella superficie economica e assorbente a cui un pittore ricorre per lavorare in fretta o provare un'idea. Roussel passò gran parte della vita su grandi pannelli decorativi per le pareti di case ed edifici pubblici, e piccoli lavori come questo erano spesso il punto di partenza di quelle scene grandi come muri, con il colore e la calca di corpi provati a distanza di un braccio prima di essere ingranditi. Il colore resta sottile e opaco, più vicino al velo gessoso del pastello che alla lucentezza di un quadro finito. Lavorava in entrambi, olio e pastello, e spesso lasciava che l'uno si comportasse come l'altro.