
Venere de' Medici
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La storia
Questa Venere di marmo, copia di età ellenistica dal tipo della cosiddetta Venere pudica, arrivò a Firenze nel 1677 e divenne subito il pezzo più ammirato della Tribuna degli Uffizi. Proprio la sua fama la mise in pericolo. Napoleone la volle vedere di persona già nel 1796 e nel 1803 la fece portare a Parigi, tra le opere requisite in Italia. Per salvarla, il granduca Ferdinando III aveva tentato di imbarcarla di nascosto verso Palermo, ma il piano non riuscì. A Firenze, al suo posto, restò esposta per anni una copia scolpita da Antonio Canova. L'originale tornò solo dopo la caduta di Napoleone e rientrò in città il 27 dicembre del 1815. Sulla base è incisa la firma greca di Cleomene, figlio di Apollodoro, a lungo ritenuto l'autore della statua.
