
Jacopo Tintoretto · PD
Venere e Marte sorpresi da Vulcano
Dettagli
La storia
È forse la scena più comica dipinta da Tintoretto, verso il 1555 a Venezia. Il vecchio Vulcano, dio fabbro e marito geloso, si china sospettoso sulla giovane moglie Venere, distesa sul letto, quasi a cercare le prove del tradimento. Il colpevole è lì vicino: Marte, dio della guerra e amante di lei, si è cacciato sotto un tavolo, e il suo elmo spunta ridicolo dal nascondiglio. Un cagnolino abbaia furioso in quella direzione e rischia di rovinare tutto. Sullo sfondo uno specchio raddoppia la stanza e i corpi. Il mito viene dalle Metamorfosi di Ovidio, dove gli dèi vengono colti in flagrante, ma Tintoretto lo cala in una camera veneziana del suo tempo, con tende, cuscini e una finestra da cui entra la luce fredda del giorno.




