Palazzo Pitti

Palazzo Pitti

Firenze, Italia · Sito web


La storia

Entrando nella Galleria Palatina, al piano nobile di Palazzo Pitti, i dipinti salgono lungo le pareti dall'altezza della vita fino al soffitto, cornice contro cornice, su tre e quattro file. Si vede così come veniva davvero tenuta una raccolta granducale, disposta cercando la simmetria nelle sale per cui era stata riunita, invece di essere riordinata in ordinate file cronologiche. Raffaello sta accanto a Tiziano e al pittore fiorentino Andrea del Sarto, sistemati come i Medici e i loro eredi volevano apparissero le pareti.

Il palazzo nacque intorno al 1458 dall'ambizione di Luca Pitti, un banchiere fiorentino che voleva una casa abbastanza grandiosa da rivaleggiare con i Medici. Puntò troppo in alto, perse il potere e lo lasciò incompiuto. Nel 1550 Eleonora di Toledo, moglie del duca Cosimo I de' Medici, comprò quella struttura, e la famiglia che i Pitti avevano cercato di oscurare vi si trasferì facendone la propria sede. Dietro vennero tracciati i Giardini di Boboli, e un passaggio sopraelevato, il Corridoio Vasariano, fu gettato sopra l'Arno perché i duchi andassero da qui agli Uffizi senza toccare la strada.

Tra i Raffaello qui conservati c'è la Madonna della Seggiola, un dipinto rotondo del 1513 circa con la Vergine che tiene il Bambino, una delle immagini più copiate del Rinascimento. Sotto questo tetto vissero tre dinastie, una dopo l'altra: i Medici, poi la casa di Lorena, poi i re di Savoia. Quando Firenze fu brevemente capitale d'Italia negli anni 1860, Vittorio Emanuele II governò il giovane regno da questi appartamenti. Suo nipote donò l'intero palazzo, giardini compresi, alla nazione nel 1919.

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Collezione

4 opere