
La storia
Ai margini occidentali di Tokyo, sulle colline di Hachiōji, sorge un museo costruito per far circolare l'arte tra Oriente e Occidente. Daisaku Ikeda, leader buddhista della Soka Gakkai, lo aprì nel 1983 dopo alcuni colloqui con lo storico dell'arte francese René Huyghe, e il suo scopo dichiarato è di essere un ponte tra le culture.
La collezione è davvero globale, circa 30.000 oggetti di arte giapponese, cinese e occidentale, e spazia fino alle ceramiche, alle armature e alla fotografia. Il suo pezzo più noto, però, è europeo: una delle cinque versioni che Jacques-Louis David dipinse di Napoleone su un cavallo impennato, mentre valica le Alpi con il mantello che gli sventola dietro.
Questa è l'ultima delle cinque a lasciare lo studio di David. Attorno a essa si dispiega una rassegna della ritrattistica occidentale lungo 400 anni, dai volti del Rinascimento all'Ottocento, scelta per far conoscere ai visitatori giapponesi una tradizione che i loro pittori non coltivarono mai.
