Pittore di Antimenes

Antica Grecia · arte greca arcaica


La storia

Intorno al 530 a.C. i pittori di Atene cominciarono a rovesciare il loro metodo. Lasciavano le figure nel colore arancio dell'argilla e dipingevano di nero il fondo intorno a esse, la tecnica che oggi chiamiamo a figure rosse. Il pittore noto come Pittore di Antimenes lavorò proprio in quegli anni, all'incirca dal 530 al 510 a.C., e per quanto ne sappiamo rimase fedele alle vecchie figure nere, sagome scure con i dettagli incisi fino a scoprire l'argilla.

Il suo vero nome è perduto. Gli studiosi moderni lo hanno chiamato così da una formula di lode dipinta su una delle sue hydriai, oggi a Leida, nei Paesi Bassi, «Antimenes è bello», dove Antimenes era forse un giovane ammirato della città. Quella hydria mostra uomini che si lavano sotto i getti di una fontana pubblica. Gli si attribuiscono circa 150 vasi, soprattutto hydriai e anfore, e in gran parte sono stati trovati in Etruria, nelle tombe di famiglie etrusche benestanti a nord di Roma.

Dipinse gli eroi e gli dèi consueti, tra cui Eracle e Dioniso, e carri in partenza, e amava anche le scene di vita quotidiana. Il suo disegno è vicino a quello di Psiax, un contemporaneo che dipingeva in entrambe le tecniche, e nei vasi più tardi il tratto si fa più fine ed espressivo.

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Opere

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