Attribuito a Cesare da Sesto

Ducato di Milano · Rinascimento, Leonardeschi


La storia

L'inventario Borghese del 1693 registrava questa piccola tavola come un Leonardo. Mostra una giovane donna a mezza figura, coronata d'alloro, che tiene una piccola palma, segno del martirio, e la mano con la palma è riapparsa soltanto durante un restauro all'inizio degli anni cinquanta del Novecento. Dopo Leonardo la tavola fu data a Zuccari e poi a una generica scuola fiorentina, finché nel 1929 lo studioso tedesco William Suida propose Cesare da Sesto. Il museo mantiene il suo nome con attribuito a, il segnale di un giudizio ponderato che nessun documento conferma.

Cesare da Sesto veniva da Sesto Calende, sul Lago Maggiore, e apparteneva ai leonardeschi, i pittori milanesi che lavoravano nell'orbita di Leonardo. Trascorse anche anni a Roma e nell'Italia meridionale, dove l'esempio di Raffaello cambiò il suo stile, e morì a Milano nel 1523. Bernard Berenson, il conoscitore americano, preferì nel 1936 Andrea da Salerno, e gli studiosi della Borghese sono poi tornati alla proposta di Suida. La tavola è nella collezione Borghese almeno dal 1693 ed è passata allo Stato italiano nel 1902.

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Opere

1 opera