Battista Dossi
1490–1548 · Ducato di Ferrara · Rinascimento, Scuola ferrarese
La storia
Nel gennaio 1520 un agente di Alfonso d'Este, duca di Ferrara, scriveva da Roma che il più giovane dei fratelli Dossi lavorava nella bottega di Raffaello, mentre il maggiore era rimasto a casa. Raffaello morì in aprile, e ad agosto Battista Dossi era di nuovo a Ferrara, pagato insieme al fratello per dipinti destinati agli appartamenti ducali. Quei due poli, la levigatezza composta della scuola di Raffaello e la pittura inventiva e luminosa del fratello Dosso, segnarono il resto della sua carriera.
Ne trascorse gran parte nella bottega di Dosso, spesso come la mano meno visibile. Nel 1521 i canonici del duomo di Modena registrarono un pagamento fatto alla presenza del «figlio di maestro Dosso», mentre il giovane presente era in realtà suo fratello. I due lavorarono fianco a fianco alla Villa Imperiale presso Pesaro e nel castello del vescovo Bernardo Cles a Trento, e Ludovico Ariosto, poeta di corte, li nominò insieme nell'edizione del 1532 dell'Orlando furioso.
Alla morte di Dosso, nel 1542, Battista ne ereditò i committenti. Disegnò modelli per la nuova arazzeria ferrarese e dipinse allegorie per il duca Ercole II, tra cui una Notte, oggi a Dresda, costruita sulla descrizione ovidiana della casa del Sonno. Gli ultimi pagamenti risalgono all'autunno del 1548, e alla vigilia di Natale un documento lo dice già defunto.
