
Battista Franco Veneziano
1510–1561 · Repubblica di Venezia · Manierismo, Rinascimento
La storia
Un giovane veneziano arrivò a Roma negli anni Trenta del Cinquecento e fece ciò che vi facevano molti artisti ambiziosi, disegnando senza sosta dalle statue antiche. Poi vide l'opera di Michelangelo, e questa più o meno s'impadronì della sua vita. Battista Franco, detto il Semolei, copiò il maestro più e più volte, e per il resto della carriera le sue figure portarono quella grandezza muscolosa presa in prestito.
Si spostò moltissimo. Dipinse un'allegoria della battaglia di Montemurlo, una vittoria medicea del 1537, oggi a Palazzo Pitti a Firenze, affrescò una cappella a Roma, passò anni a Urbino e infine tornò nella natia Venezia, dove lavorò al soffitto della grande biblioteca del Sansovino, in piazza San Marco, e decorò una cappella in San Francesco della Vigna.
La critica, allora e da allora, tende a concordare su un punto: i suoi dipinti possono apparire rigidi, appesantiti da tutto quel Michelangelo, mentre i suoi disegni e le sue acqueforti si muovono con vera libertà. Le sue acqueforti circolarono largamente, e attraverso di esse il suo disegno di figura romano raggiunse artisti che non videro mai gli affreschi.
