Pittore di Berlino

Antica Grecia · arte greca arcaica, arte greca classica


La storia

Nel 1911 un giovane studioso di Oxford, John Beazley, pubblicò un articolo su un pittore che non aveva mai firmato un solo vaso. Lo chiamò dal nome di una grande anfora con coperchio del museo di Berlino, e fu una delle sue prime attribuzioni. In seguito Beazley ordinò migliaia di vasi ateniesi in base al modo in cui i loro pittori disegnavano occhi, caviglie e pieghe delle vesti, e i nomi che coniò sono ancora in uso.

Su quell'anfora Hermes avanza a grandi passi con una coppa da vino e il bastone da araldo, davanti a lui sta un satiro con una lira, e tra i due un cerbiatto alza lo sguardo. Intorno al gruppo non c'è cornice né linea su cui poggiare, soltanto le figure sul nero lucente. Una o due figure sole su un fondo scuro, che spesso salgono fino alla spalla del vaso, divennero il segno distintivo del suo lavoro.

Fu attivo ad Atene da circa il 505 a.C. fino agli anni Sessanta del V secolo, attraverso gli anni delle guerre persiane, e gli si attribuiscono più di 400 vasi e frammenti. La maggior parte è stata trovata in Italia, nelle tombe etrusche di Vulci e nelle città greche del Sud come Nola e Locri, tanto che molto di ciò che dipinse sembra destinato ad acquirenti d'oltremare. Decorò anche anfore premio per le Panatenee di Atene, gli unici vasi che dipinse nella più antica tecnica a figure nere.

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Opere

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