Defendente Ferrari

Defendente Ferrari

Ducato di Savoia · Rinascimento, Rinascimento nordico, Scuola piemontese


La storia

Nel 1875 uno studioso torinese, Francesco Gamba, pubblicò un contratto stipulato a Moncalieri il 21 aprile 1530. La comunità commissionava una grande pala d'altare per Sant'Antonio di Ranverso, una casa dei canonici antoniani, un ordine che gestiva ospedali, sulla strada a ovest di Torino. Il pittore vi era nominato come Deffendente de Ferrariis de Clavaxio, Defendente Ferrari da Chivasso. Il documento è poi andato perduto, ma il polittico si trova ancora nella chiesa, e Gamba se ne servì per raccogliere altri dipinti attorno a quel nome. L'elenco è continuato a crescere e negli anni Novanta superava ormai le 100 opere.

A tenerle insieme è un aspetto comune. Defendente lavorò quasi soltanto nel Ducato di Savoia, e il suo colore pieno, smaltato, e le pieghe dei panneggi spezzate in modo netto ricordano le tavole fiamminghe e tedesche del tardo Quattrocento. Firmò perfino alcuni dipinti con un monogramma, le lettere F e P intrecciate e legate a una piccola croce.

Il suo anno di nascita, intorno al 1480-1485, è dedotto dallo stile delle prime opere, eseguite quando era vicino a Martino Spanzotti, il principale pittore del Piemonte occidentale, che si era stabilito a Chivasso. L'ultima testimonianza sicura su di lui è del 12 novembre 1540, e morì in un momento successivo.

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Opere

2 opere