Felix Nussbaum

Felix Nussbaum

1904–1944 · Reich tedesco · Nuova Oggettività


La storia

Verso il 1943, nascosto in una stanza in affitto a Bruxelles, Felix Nussbaum si dipinse messo alle strette contro un muro grigio, il bavero rialzato a mostrare una stella gialla, la mano che porge una carta d'identità col timbro di ebreo. Aveva poco meno di quarant'anni e sapeva quasi con esattezza ciò che stava per arrivare.

Nussbaum era nato nel 1904 in un'agiata famiglia ebrea di Osnabrück, nel nord della Germania, e si era formato come pittore a Berlino, lavorando nella maniera sobria e dai contorni netti della Nuova Oggettività, che fiorì in Germania tra le due guerre. Nel 1932 ottenne una borsa a Roma. Nel giro di un anno Hitler era al potere, il suo studio berlinese e gran parte delle opere giovanili erano bruciati, e non visse mai più in Germania.

Il resto fu esilio. Passò per l'Italia, poi per il Belgio, fu per un periodo internato dai francesi come suddito nemico, fuggì e si nascose a Bruxelles con la moglie, la pittrice Felka Platek. In clandestinità continuò a dipingere, e i quadri si fecero sempre più cupi di angoscia, pieni di bare, scheletri, alberi morti e figure murate. Nel 1944 la coppia fu denunciata, arrestata e deportata su uno degli ultimi convogli per Auschwitz, dove entrambi furono uccisi.

Gran parte dell'opera si salvò e col tempo tornò nella sua città natale. Nel 1998 Osnabrück inaugurò la Casa Felix Nussbaum, un edificio spigoloso e deliberatamente straniante dell'architetto Daniel Libeskind, eretto per accogliere i suoi dipinti.

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Opere

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