
Félix Ziem
1821–1911 · Francia · Scuola di Barbizon
La storia
Nel 1841 un giovane francese formatosi come architetto arrivò per la prima volta a Venezia, e quel viaggio decise il resto della sua vita. Félix Ziem aveva studiato architettura a Digione ed era poi sceso fino a Marsiglia, ma la luce della laguna lo trasformò in un pittore dell'acqua e della foschia. Per i 50 anni successivi tornò a Venezia quasi ogni estate, elaborando porti dorati e cupole velate che i compratori si contendevano.
Non smise mai di viaggiare. Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta dell'Ottocento si spinse verso oriente, fino a Costantinopoli, in Algeria e in Egitto, riempiendo taccuini di coste luminose che poi rielaborava in studio. Dal 1849 il Salon, l'esposizione ufficiale dello Stato a Parigi, lo presentò anno dopo anno, e le vendite lo resero davvero ricco, cosa rara per un paesaggista della sua generazione.
Ziem si colloca ai margini del gruppo di Barbizon, i pittori che lasciarono lo studio per lavorare nella foresta di Fontainebleau, anche se il suo soggetto fu quasi sempre il luccichio di un porto. Viene spesso annoverato tra i primi artisti viventi la cui opera entrò al Louvre. Quando morì a Parigi nel 1911, a 90 anni, le sue tele erano già appese nei musei di provincia francesi, all'Ermitage di San Pietroburgo e in collezioni di tutti gli Stati Uniti.
