
Filippino Lippi
1457–1504 · Repubblica di Firenze · Rinascimento italiano
La storia
Per mezzo secolo una cappella di Firenze rimase incompiuta. Masaccio e Masolino avevano iniziato gli affreschi della Cappella Brancacci negli anni Venti del Quattrocento e li avevano lasciati incompleti, e intorno al 1485 il compito di terminarli toccò a Filippino Lippi, che adeguò la propria maniera a quella di due maestri morti con tale tatto che a lungo si discusse su quale mano avesse dipinto cosa.
La sua storia personale era nata da uno scandalo. Era figlio di fra Filippo Lippi, frate carmelitano e celebre pittore, e di Lucrezia Buti, una giovane monaca con cui il frate era fuggito, una relazione che per essere sistemata richiese una dispensa papale. Il padre morì quando il ragazzo aveva circa 12 anni, e Filippino continuò a formarsi nella bottega di Botticelli, la cui linea delicata e nervosa si avverte nella sua.
Divenne uno dei pittori più richiesti di Firenze e Roma, riempiendo la Cappella Strozzi a Firenze e la Cappella Carafa a Roma di scene affollate, inventive, quasi inquiete. Morì nel 1504, e si racconta che le botteghe lungo le strade di Firenze chiusero il giorno del suo funerale.
Opere
33 opere
Madonna con Bambino, sant'Antonio da Padova e un frateFilippino Lippi, 1477
Ritratto di un vecchioFilippino Lippi, 1485
San GirolamoFilippino Lippi, 1493
San Sebastiano con la Madonna e il BambinoFilippino Lippi, 1503
L'AnnunciazioneFilippino Lippi, 1494
L'AnnunciazioneFilippino Lippi, 1472
Il centauro ferito (verso: la Nascita di Venere?)Filippino Lippi, 1485
Tre scene della storia di EsterFilippino Lippi, 1470