Filippo Lippi e bottega
Repubblica di Firenze · Primo Rinascimento
La storia
Alla fine degli anni Cinquanta del Quattrocento fra Filippo Lippi viveva a Prato, dove passò più di dieci anni sugli affreschi della cappella maggiore del duomo. La sua bottega vi accettava intanto altre commissioni, e la formula Filippo Lippi e bottega si usa quando l'invenzione è sua ma gran parte della pittura spetta a chi lavorava sotto di lui.
Tre piccole scene della National Gallery di Londra portano questa indicazione. Vengono dalla predella, la fila di piccoli dipinti alla base di una pala eseguita per una chiesa di Pistoia. Le riprese all'infrarosso mostrano un disegno preparatorio rapido e libero, che indica Lippi come ideatore. La pittura invece è disuguale. La scena di san Mamante è stata attribuita a un aiuto noto solo come Maestro della Natività Johnson, dal nome di un dipinto della collezione Johnson di Filadelfia, forse il pittore fiorentino Domenico di Zanobi. Una quarta scena della stessa predella, con san Girolamo, è dipinta con più finezza e potrebbe essere di mano dello stesso Lippi.
Opere
4 opere
Decapitazione di san Giacomo Maggiore: tavola di predellaFilippo Lippi e bottega, 1457
San Girolamo e il leone: tavola di predellaFilippo Lippi e bottega, 1457
San Mamante in carcere gettato ai leoni: tavola di predellaFilippo Lippi e bottega, 1457
San Zeno esorcizza la figlia dell'imperatore Gallieno: tavola di predellaFilippo Lippi e bottega, 1457