
Fra Galgario
1655–1743 · Repubblica di Venezia · Rococò, Barocco
La storia
Giuseppe Ghislandi prese il nome religioso dal monastero del Galgario, alle porte di Bergamo, dove si stabilì nel 1702 come frate dell'ordine dei minimi. Aveva già 50 anni, e quasi tutti i ritratti che oggi ammiriamo sono successivi a quella data, dipinti dietro le mura del chiostro.
Aveva imparato il mestiere a Venezia, dove passò più di 20 anni accanto a Sebastiano Bombelli, specialista di ritratti, assorbendo la luce argentea e le stoffe sontuose della pittura veneziana. Tornato a Bergamo, allora città della Repubblica di Venezia, rivolse quella formazione ai nobili, ai mercanti e ai colleghi pittori che venivano a posare davanti a lui. Leggeva un volto da vicino, fin nella barba incolta e negli occhi stanchi, e lo contrapponeva a giubbe e fasce dipinte a tocchi liberi e scintillanti.
La sua fama viaggiò ben oltre la cella. Nel 1717 l'Accademia Clementina di Bologna, una delle principali accademie d'arte, lo nominò membro onorario, e in precedenza aveva rifiutato un invito a Roma del cardinale Ottoboni, uno dei grandi collezionisti dell'epoca. Uno dei soggetti a cui tornò fu un giovane nell'elaborato costume di una confraternita di gentiluomini bergamaschi, un volto che registrò senza adularlo.

