Francesco Benaglio
Repubblica di Venezia · Scuola veronese, Rinascimento
La storia
Nel 1475, riferiscono le cronache veronesi, Francesco Benaglio uscì di notte e dipinse figure oscene e cornute, il vecchio segno del marito tradito, sulla facciata del palazzo dei Sagramoso. Lo avevano istigato alcuni nobili della città, e scontò quattro mesi di carcere.
Il padre Pietro era un mercante di granaglie bergamasco, e il nome originario del pittore era Francesco di Pietro della Biada, proprio da quel commercio. Più tardi prese il cognome dei Benaglio, una famiglia nobile di Bergamo. È documentato a Verona dal 1456, e un'anagrafe del 1472 che lo dice quarantenne è il motivo per cui la sua nascita si colloca intorno al 1432.
Fu tra i primi a Verona ad accogliere la nuova maniera di Andrea Mantegna, il pittore padovano, e nella sua bottega, poi passata al figlio Girolamo, si formarono probabilmente pittori locali più giovani. L'ultima attestazione di Francesco è un estimo del 1492, lo stesso anno in cui Girolamo risulta orfano di padre.
