
Francesco Rosselli
Repubblica di Firenze · Rinascimento
La storia
Nella Firenze del tardo Quattrocento c'era una bottega che vendeva carte geografiche, e la gestiva Francesco Rosselli. È la prima bottega nota ad aver fatto delle carte un commercio regolare, accanto alle stampe e alle lastre che incideva lui stesso.
Aveva cominciato come miniatore, dipingendo miniature in codici fiorentini, tra cui copie della Geografia di Tolomeo, l'antico atlante del mondo conosciuto, e libri corali per il Duomo della città. Anche un dipinto porta il suo nome. La lunga veduta di Napoli nota come Tavola Strozzi, oggi al Museo di San Martino a Napoli, gli viene spesso attribuita, ma gli studiosi non hanno chiuso la questione.
Negli anni Ottanta del Quattrocento, carico di debiti, Rosselli lasciò Firenze, affidò moglie e figli al fratellastro, il pittore Cosimo Rosselli, e andò in Ungheria, dove realizzò carte per il re Mattia Corvino. Rientrato in patria si dedicò all'incisione. La sua unica opera firmata e datata è un mappamondo del 1506, eseguito con il cartografo veneziano Giovanni Matteo Contarini, la più antica carta a stampa conservata che mostri le terre raggiunte da Colombo. Nel 1513 era già morto, e di quella carta sopravvive un solo esemplare, alla British Library di Londra.
