Franz Sigrist il Vecchio

1727–1803 · Sacro Romano Impero · Rococò, Barocco


La storia

Le due opere di Franz Sigrist al Belvedere sono grisaille, dipinte solo in toni di grigio, a olio su carta poi applicata su legno. Una mostra Mosè che fa scaturire l'acqua dalla roccia, l'altra gli esploratori d'Israele che riportano dalla Terra promessa un gigantesco grappolo d'uva. Sigrist le eseguì ad Augusta verso il 1755, negli anni in cui disegnava anche più di 100 modelli per l'incisore ed editore Johann Georg Hertel.

Veniva da lontano. Nato nel 1727 a Breisach, sull'alto Reno, allora città austriaca, a 17 anni andò a Vienna e nel 1744 entrò nell'Accademia imperiale, dove studiò con il frescante Paul Troger. Dal 1754 al 1762 visse ad Augusta come pittore di corte del principe vescovo, insegnò nella neonata accademia d'arte della città e dipinse affreschi a soffitto, tra cui uno del 1758 per la chiesa abbaziale di Zwiefalten, in Svevia.

Tornato a Vienna, dal 1764 lavorò a una serie di sei grandi quadri cerimoniali sull'incoronazione dell'arciduca Giuseppe, futuro imperatore, a re dei Romani a Francoforte. La sua opera superstite più nota è in Ungheria, il soffitto del salone del Liceo di Eger, dipinto nel 1781 per il vescovo Károly Eszterházy, con le quattro facoltà di teologia, filosofia, diritto e medicina. Dipinse affreschi d'altare anche oltre i 70 anni e morì a Vienna nel 1803.

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Opere

2 opere