Gaspar van Wittel

Gaspar van Wittel

1736 · Repubblica delle Sette Province Unite · Veduta, Pittura topografica


La storia

Se avete mai ammirato una veduta nitida e assolata di Venezia o di Roma dipinta da Canaletto, state guardando una tradizione avviata da un olandese. Gaspar van Wittel nacque ad Amersfoort nel 1652 o nel 1653 e si formò nell'accurata abitudine olandese di disegnare esattamente ciò che aveva davanti. Verso la metà degli anni Settanta del Seicento partì per l'Italia, dove rimase per il resto della vita.

A Roma andava di moda dipingere le rovine dell'antichità. Van Wittel fece qualcosa di più semplice e più nuovo: dipinse la città viva com'era davvero, una piazza vera in un mattino vero, con il suo traffico comune di gente e di barche. Gli italiani lo chiamarono Gaspare Vanvitelli, e questo tipo di quadro prese il suo nome, la veduta. Ne fissò le regole quasi da solo, probabilmente con l'aiuto di una camera oscura, una scatola ottica che proiettava la scena sulla carta. Piccole deformazioni ai bordi delle tele, una cupola tonda che appare un po' ovale, tradiscono lo strumento.

Le sue vedute di Piazza Navona e delle rive del Tevere si compravano in tutta Europa, e il giovane Canaletto le vide durante un viaggio a Roma prima di dedicarsi lui stesso alle vedute urbane. Van Wittel si sposò in Italia, e suo figlio Luigi, nato nel 1700, prese il nome italiano di Vanvitelli e divenne l'architetto dell'immensa reggia di Caserta, presso Napoli.

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Opere

1 opera