Gigi Chessa
1898–1935 · Regno d'Italia · Postimpressionismo
La storia
Gigi Chessa crebbe tra i pittori. Il padre Carlo era acquafortista e pittore, anche la madre Luisa Carelli dipingeva, e lui passò la prima infanzia a Parigi prima che la famiglia si stabilisse a Torino nel 1909. Si formò all'Accademia Albertina e poi nello studio di Felice Casorati, il pittore al centro dell'arte moderna torinese.
Non si limitò mai al cavalletto. Nel 1925 l'industriale e collezionista Riccardo Gualino gli affidò il rifacimento di un vecchio teatro torinese, fino al disegno delle poltroncine, e lui disegnò scene e costumi per l'opera e il balletto. Per la Lenci progettò mobili, tappeti e ceramiche. Realizzò pubblicità per una ditta di cioccolato, allestì vetrine, arredò una farmacia con uno stile moderno ed essenziale, e dal 1927 insegnò scenografia alla scuola superiore di architettura di Torino.
Fu malato per anni, e il lavoro sembrava soltanto accelerare. Chessa morì a Torino nell'aprile del 1935, a 36 anni, e la retrospettiva di quello stesso anno fu presentata dall'amico della cerchia di Casorati, il pittore Carlo Levi.
