
Giorgione
1478–1510 · Repubblica di Venezia · Alto Rinascimento
La storia
Giorgione lavorò a Venezia per appena un decennio, all'incirca dal 1500 al 1510, e persino la sua morte è documentata meglio di quasi ogni altra cosa della sua vita. Nell'ottobre del 1510 Isabella d'Este, nobildonna di Mantova che collezionava arte con avidità, scrisse al suo agente a Venezia chiedendogli di procurarle una Natività che aveva saputo essere in possesso dell'artista. L'agente rispose che Giorgione era appena morto di peste in un ospedale veneziano, e che il dipinto non si trovava.
A malapena una mezza dozzina di dipinti si possono attribuire con sicurezza al suo nome, e distinguere la sua mano da quella del più giovane collega Tiziano, che quasi certamente si formò accanto a lui o sotto di lui, resta una delle più antiche dispute della storia dell'arte. La Venere dormiente di Giorgione rimase incompiuta alla sua morte, con il paesaggio completato in seguito da Tiziano, e dipinti come il Concerto campestre del Louvre sono tuttora contesi fra i due nomi.
Ciò che di Giorgione sopravvive mostra figure immerse in una luce e in un'atmosfera morbide e velate, un modo di dipingere che Venezia non aveva visto prima di lui e che Tiziano continuò a sviluppare per i 60 anni seguenti.





