Giovanni Battista Zelotti

Giovanni Battista Zelotti

1578 · Repubblica di Venezia · Manierismo, Scuola veronese


La storia

Nell'ottobre del 1556 i procuratori di San Marco, i magistrati che sovrintendevano alla nuova biblioteca pubblica di Venezia, pagarono a Giovanni Battista Zelotti un primo acconto per tre tondi dipinti sul soffitto del suo grande salone. Due sono sopravvissuti. Tra gli altri pittori di quel soffitto c'era Paolo Veronese, veronese come lui e quasi coetaneo. I due avevano già lavorato fianco a fianco, nel 1551 a villa Soranzo vicino a Castelfranco e nel 1553 in Palazzo Ducale, tanto da vicino che ancora oggi è difficile distinguere le loro mani.

Nel 1558 Zelotti lasciò Venezia e fece carriera in terraferma, decorando case di campagna e monasteri. Dipinse in ville progettate da Andrea Palladio, lavorò alla cupola e alla biblioteca dell'abbazia di Praglia vicino a Padova e riempì il castello degli Obizzi, il Catajo, con un ciclo di 40 scene in onore della famiglia. Molte di quelle pareti sono perdute, e parte del suo lavoro fu a lungo assegnata a Veronese, ed è per questo che il suo nome è riemerso così tardi. L'ultimo incarico lo ebbe a Mantova, come prefetto delle fabbriche del duca Guglielmo Gonzaga, e lì morì il 28 agosto 1578.

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Opere

1 opera