Ion Theodorescu-Sion

1882–1939 · Romania · Postimpressionismo, Simbolismo


La storia

La Romania entrò nella Prima guerra mondiale nel 1916 e nel giro di pochi mesi perse due terzi del suo territorio. Ion Theodorescu-Sion fu mandato al fronte dal Comando supremo come pittore ufficiale di guerra, e finì per combattere. Tornò con la reputazione cresciuta e con la pittura puntata in una direzione nuova.

Prima della guerra era stato difficile da inquadrare. Nato nel 1882 a Ianca, nella pianura della Valacchia orientale, con una formazione accademica e poi studente a Parigi, attraversò il postimpressionismo, il divisionismo, il simbolismo, tocchi di fauvismo e perfino di cubismo, una maniera dopo l'altra. Dalla metà degli anni Venti si assestò invece su un linguaggio deliberatamente tradizionalista, legato al gruppo della rivista letteraria Gândirea, che sosteneva che l'arte romena dovesse nascere dalla pittura di chiesa ortodossa e dalla vita di villaggio. Appiattì le figure, prese l'oro e le pose frontali delle icone bizantine, e dipinse contadini al lavoro.

Andò anche a Balcic, il piccolo porto sul Mar Nero che la Romania allora teneva nella Dobrugia meridionale, e ne dipinse la luce, la riva e le barche. A Bucarest aveva il suo posto da Capșa, il caffè dove scrittori e pittori avevano il loro tavolo, e insegnò all'Accademia di Belle Arti fino alla morte, nel 1939.

Chiedi qualsiasi cosa su quello che hai letto. Scarica l'app.

Opere

1 opera