
Johannes Josephus Aarts
1871–1934 · Regno dei Paesi Bassi · Arte moderna, Realismo
La storia
Johannes Josephus Aarts passò la vita a incidere e mordere immagini nel metallo e nel legno anziché rincorrere il colore sulla tela. Nato all'Aia nel 1871, si formò alla sua Reale Accademia d'Arte e, appena ventenne, cominciò a insegnarvi arte grafica nel 1893.
Nei primi anni i soggetti venivano dalla terra e dal lavoro che aveva intorno: braccianti, operai degli argini, la gente che teneva all'asciutto un paese sotto il livello del mare. Lavorò soprattutto al bulino, il lento mestiere di incidere le linee direttamente nella lastra di rame, prima di dedicarsi anche all'acquaforte e alla litografia. Più tardi il suo repertorio si allargò a vagabondi, mendicanti e invalidi, quelli che la buona società preferiva non vedere.
Nel 1911 lasciò l'Aia per Amsterdam per diventare professore alla Reale Accademia, succedendo all'incisore Pieter Dupont. Nel corso degli anni Venti la sua opera si fece strana e cupa, riempiendosi di scene apocalittiche e visionarie, lontanissime dai campi di lavoro da cui era partito. Scriveva anche d'arte per il giornale dell'Aia Het Vaderland, e continuò a insegnare fino alla morte, nel 1934.

