Kim Jeong-hui

Kim Jeong-hui

1786–1856 · Joseon · Arte del periodo Joseon, Calligrafia, Epigrafia, Pittura a inchiostro


La storia

Nel 1844, sull'isola di Jeju, un letterato in esilio dipinse una casetta spoglia tra vecchi pini e vi scrisse accanto una lunga nota. Kim Jeong-hui, noto con lo pseudonimo Chusa, vi era stato esiliato nel 1840 dopo una lotta politica alla corte di Joseon. Il suo allievo Yi Sang-jeok, interprete che viaggiava con le ambascerie a Pechino, continuava a mandargli rari libri cinesi, e il dipinto, Sehando, fu il suo ringraziamento. Il titolo viene da Confucio, secondo cui solo quando l'anno si fa freddo si vede che il pino e il cipresso sono gli ultimi ad appassire.

Kim fu soprattutto calligrafo ed epigrafista. Da giovane andò a Pechino con il padre e conobbe grandi letterati dell'epoca Qing come Weng Fanggang e Ruan Yuan, e più tardi riconobbe in una vecchia pietra sul monte Bukhan un monumento del re Jinheung, sovrano di Silla nel VI secolo. Dalle iscrizioni antiche ricavò una propria scrittura angolosa, ancora oggi chiamata stile Chusa.

Yi portò Sehando a Pechino, dove 16 letterati cinesi aggiunsero poesie e commenti, trasformandolo in un lungo rotolo. Nel Novecento passò allo studioso giapponese Fujitsuka Chikashi, che lo portò in Giappone. Nel 1944 il calligrafo coreano Sohn Jae-hyeong trascorse circa due mesi a Tokyo per convincerlo a cederlo, e pochi mesi dopo i bombardamenti aerei bruciarono gran parte della biblioteca di Fujitsuka. Nel 2020 il collezionista Sohn Chang-keun ha donato Sehando al Museo nazionale della Corea.

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Opere

1 opera