
Ludovico Lipparini
1800–1856 · Stato Pontificio · Romanticismo
La storia
Quando Ludovico Lipparini era giovane, gran parte dell'Europa colta seguiva con passione la rivolta greca contro il dominio ottomano. Il poeta inglese Byron era salpato per andare a morire a Missolungi nel 1824, e l'indipendenza della Grecia divenne la grande causa romantica dell'epoca. Lipparini, nato e formatosi a Bologna, fece proprio quell'entusiasmo e lo conservò per tutta la vita.
Negli anni Venti dell'Ottocento si era stabilito a Venezia, dove insegnò all'Accademia di Belle Arti e più tardi ne tenne la cattedra di pittura. Lì realizzò grandi tele di storia su soggetti greci, la più celebre la morte di Marcos Botsaris, un comandante greco caduto alla guida di un assalto notturno contro gli ottomani nel 1823. Per il pubblico italiano, che viveva sotto il dominio austriaco e sognava l'unità nazionale, quella guerra lontana si leggeva come una versione delle proprie speranze.
Fu anche un ritrattista richiesto, e tra chi posò per lui ci fu il compositore Gioachino Rossini, allora l'autore d'opera più rappresentato d'Europa. Lipparini trascorse quasi vent'anni nell'accademia veneziana, dove insegnò fino alla morte, nel 1856.
