
Marietta Robusti
1554–1590 · Repubblica di Venezia · Rinascimento, Manierismo
La storia
La chiamavano La Tintoretta, la piccola tintora, lo stesso soprannome che portava il padre, perché generazioni prima il mestiere di famiglia era stato tingere le stoffe. Marietta Robusti era la primogenita di Jacopo Tintoretto, uno dei giganti della pittura veneziana, e crebbe dentro la sua bottega affollata come una delle sue aiutanti più fidate.
Da bambina, si racconta, si vestiva da maschio per poter seguire il padre dovunque, nei cantieri e nelle case dei committenti, dove una giovane donna non era attesa. Imparò a dipingere e a fare musica, e i suoi ritratti ottennero lodi sincere, ammirati a Venezia e di cui si parlava in tutta Europa. Gli scrittori del tempo riferiscono che sia il re di Spagna sia l'imperatore chiesero di averla alle loro corti. Il padre rifiutò di lasciarla partire e la diede invece in moglie a un gioielliere veneziano, a patto che restasse in città.
Morì nel 1590, ancora giovane, e qui la traccia si perde. Poiché dipingeva accanto al padre e alla sua maniera, oggi quasi nulla può dirsi suo con certezza. Si discute su una manciata di ritratti, e un autoritratto acquistato da un cardinale Medici nel 1675 è appeso agli Uffizi come l'unica opera che la maggior parte degli studiosi concorda nell'assegnare alla sua mano.
