Martin Kober
1550–1598 · Confederazione polacco-lituana · Manierismo
La storia
Nel 1583 un pittore di Breslavia, in Slesia, oggi Wrocław, giunse alla corte polacca dopo anni trascorsi sulla strada come garzone itinerante, imparando il mestiere in una bottega tedesca dopo l'altra. Si chiamava Martin Kober, e il re Stefano Báthory, il principe transilvano che allora governava la Confederazione polacco-lituana, lo prese come pittore di corte.
Kober fece ciò che nessuno nella Confederazione aveva fatto come specialità prima di lui. Ritrasse il re e la regina come un sovrano desiderava essere fissato per la storia, in piena insegna e con fredda compostezza, e quel ritratto ufficiale di stato divenne l'opera della sua vita. Morto Báthory, proseguì altrove, prima a Praga e alla corte dell'imperatore Rodolfo II, che lo sciolse dalle ordinarie regole delle corporazioni, poi di nuovo in Polonia sotto il nuovo re, Sigismondo III Vasa, lavorando tra Cracovia e Varsavia.
A corte sposò un'altra pittrice, Dorothea, specializzata nel dipingere stemmi. Nel 1595 si recò a Graz per ritrarre la famiglia arciducale degli Asburgo per la giovane regina. I suoi ritratti di Sigismondo nel nero abito di corte spagnolo sono tra le prime immagini a mostrare un re di Polonia in quella severa moda.
