
Masolino da Panicale
1383 · Repubblica di Firenze · Rinascimento italiano
La storia
Intorno al 1425 due pittori lavoravano nella stessa piccola cappella di Firenze, la Cappella Brancacci, e il contrasto tra loro si rivelò uno dei cardini della pittura occidentale. Il più anziano dei due era Masolino da Panicale, allora sui quarant'anni, un pittore aggraziato formatosi nell'elegante e decorativo stile tardogotico.
Accanto a lui lavorava un uomo appena uscito dall'adolescenza, Masaccio, che dipingeva figure salde in uno spazio reale, con peso reale, illuminate come da una sola finestra. Di fronte a quella nuova solidità, gli splendidi santi fluttuanti di Masolino apparvero d'un tratto come il passato.
I due condivisero la commissione e persino alcune delle stesse scene, e gli storici dell'arte accompagnano ancora i visitatori lungo le pareti per indicare dove la mano gentile finisce e quella rivoluzionaria comincia. Masaccio morì giovane pochi anni dopo. Masolino continuò a lavorare ancora per alcuni anni, dipingendo affreschi altrove in Italia in una maniera che non assorbì mai del tutto la lezione del più giovane artista al cui fianco aveva lavorato.
Opere
6 opere
L'AnnunciazioneMasolino da Panicale, 1423
Guarigione dello storpio e resurrezione di TabitaMasolino da Panicale, 1424
La fondazione di Santa Maria MaggioreMasolino da Panicale, 1423
San Giuliano (Trittico Carnesecchi)Masolino da Panicale, 1423
Un papa (san Gregorio?) e san MattiaMasolino da Panicale, 1428
Madonna dell'UmiltàMasolino da Panicale, 1435