
Melozzo da Forlì
1438–1494 · Stato Pontificio · scuola umbra
La storia
Nel 1477 papa Sisto IV stava facendo del Vaticano un centro di cultura e aveva appena fondato una biblioteca pubblica. Per fissare il momento si rivolse a Melozzo da Forlì, pittore di Forlì, una piccola città della Romagna, che si era fatto un nome a Roma. L'affresco che Melozzo gli consegnò mostra il papa in trono che nomina l'umanista Platina primo bibliotecario, un fatto reale dipinto come se si fosse appena entrati nella stanza.
Il dono di Melozzo era lo scorcio, figure costruite per essere viste dal basso, tanto da sembrare sporgersi sopra di te. Lo spinse più in là in un'Ascensione di Cristo per la chiesa dei Santi Apostoli. Quell'affresco fu smontato nel Settecento durante la ricostruzione dell'abside, ma ne restano frammenti: angeli che suonano liuti e viole, rovesciati ad angoli impossibili, e qualche apostolo con lo sguardo rivolto in alto.
Quegli angeli salvati sono oggi nella Pinacoteca Vaticana, a pochi passi dall'affresco di Platina, a sua volta staccato dal muro e trasferito su tela nell'Ottocento.

