Niccolò Renieri

Niccolò Renieri

1667 · Paesi Bassi spagnoli · Pittura barocca


La storia

Negli anni Dieci del Seicento un giovane pittore di Maubeuge, negli allora Paesi Bassi spagnoli, arrivò a Roma ed entrò nella tempesta che Caravaggio si era lasciato alle spalle. Caravaggio era già morto, ma il suo modo di gettare le figure in una luce dura e radente, e di dipingere bari e indovine come se fossero santi, aveva conquistato la città. Nicolas Régnier, noto in Italia come Niccolò Renieri, si unì alla cerchia dei seguaci nordici ed entrò nella casa di Vincenzo Giustiniani, un banchiere che possedeva una delle maggiori collezioni di Roma ed era stato mecenate dello stesso Caravaggio.

Entro il 1626 Régnier si era trasferito a Venezia, dove fece una cosa insolita per un pittore del suo rango. Continuò a dipingere, giocatori a mezza figura, concerti, santi e levigate figure allegoriche femminili, e insieme si diede al commercio, trattando quadri antichi e antichità e costruendo una vera fortuna. Le figlie crebbero in bottega e diverse dipinsero, e una, Lucrezia, lavorò così a stretto contatto con lui che alcune delle sue tele tarde sono difficili da distinguere dalle sue.

L'Annunciazione qui esposta è del 1666, verso la fine della sua vita. Ormai le ombre crude della giovinezza romana si erano ammorbidite nella luce più calda e serica che Venezia amava, con superfici più fredde e levigate. Morì in città l'anno seguente, circa quarant'anni dopo essersi iscritto alla sua arte dei pittori.

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Opere

3 opere