
Otto Marseus van Schrieck
1619–1678 · Repubblica olandese · Barocco
La storia
Nel Secolo d'oro olandese del Seicento, i pittori di nature morte disponevano per lo più tavole scintillanti, fiori recisi e argenti lucidi. Otto Marseus van Schrieck si abbassò invece fino al suolo del bosco. Inventò un intero genere che gli italiani chiamarono sottobosco: intrichi scuri di erbacce e funghi brulicanti di serpenti, rospi, lucertole, falene e scarabei, illuminati come se si fosse appena rivoltato un tronco marcio.
Per dipingerli studiava dal vero. Vicino ad Amsterdam teneva un giardino popolato di rettili e insetti vivi, un serraglio di lavoro per un artista che voleva le sue creature esatte. Anni prima, tra i pittori olandesi a Roma, i colleghi lo avevano soprannominato lo Snuffelaer, il Ficcanaso, perché frugava di continuo in cerca di serpenti e piante strane.
I suoi strani quadri striscianti trovarono ammiratori potenti a Firenze, dove il granduca Ferdinando II de' Medici e il fratello, il cardinale Leopoldo, li collezionavano con avidità. È per questo gusto che il gruppo più numeroso dei suoi dipinti sopravvive ancora oggi a Firenze, nelle antiche raccolte medicee che alimentarono gli Uffizi.
