
Robert Delaunay
1885–1941 · Francia · Orfismo
La storia
Nel 1909 la Torre Eiffel svettava su Parigi ormai da 20 anni, un'intrusa di ferro che gli urbanisti avevano un tempo pensato di abbattere allo scadere del suo permesso di costruzione temporaneo. Robert Delaunay, ventiquattrenne e appena rientrato in città dopo un periodo di servizio militare passato come bibliotecario di reggimento, la scelse come soggetto di una serie di dipinti che lo avrebbe impegnato a intermittenza per il resto della carriera.
Lui e la pittrice Sonia Terk, che aveva lasciato un matrimonio infelice con un mercante d'arte tedesco per stare con lui, si sposarono nel 1910 e misero a punto insieme lo stile che i critici chiamarono poi orfismo, una diramazione del cubismo costruita con colore puro e squillante più che con i bruni e i grigi smorzati della versione di Picasso e Braque. Dove una torre cubista si frantuma in piani piatti, quella di Delaunay si inclina, si piega e arde di rosso su frammenti di cielo, più vicina a un ricordo della struttura che a una sua veduta.
Continuò a tornare sulla torre fino agli anni 1920, e nelle versioni più tarde essa si dissolve in dischi di colore sovrapposti che chiamava contrasti simultanei, una teoria del colore presa dal chimico Michel-Eugène Chevreul che Delaunay usò per il resto della carriera. Lui e Sonia fuggirono di nuovo da Parigi dopo l'invasione tedesca del 1940, e Delaunay morì l'anno seguente nel sud della Francia, a 56 anni.
