
Stefano Ussi
1822–1901 · Regno d'Italia · Pittura di storia, Orientalismo
La storia
Nel 1861 si aprì a Firenze la prima esposizione nazionale del nuovo Regno d'Italia, e il quadro di cui tutti parlavano mostrava un tumulto del 1343, i fiorentini che cacciano Gualtieri di Brienne, nobile francese con il titolo di duca d'Atene che l'anno prima avevano chiamato loro stessi a governare. Stefano Ussi ci aveva lavorato per anni. Prese il primo premio dell'esposizione, e nel 1867 una medaglia d'oro all'esposizione universale di Parigi.
Nel 1861 Ussi aveva 39 anni ed era arrivato al soggetto per la via dura. Si era formato all'accademia fiorentina, aveva combattuto nella guerra del 1848 contro l'Austria ed era caduto prigioniero, ed era tornato in una città dove un quadro della Firenze medievale che scaccia un dominatore straniero si leggeva benissimo mentre l'Italia veniva messa insieme. A poche strade dal suo studio, al Caffè Michelangiolo, pittori più giovani stavano abbandonando proprio quel tipo di tela per piccoli studi di luce. Ussi restò alla macchina grande.
Poi cambiò continente. Andò in Egitto nel 1869 per l'apertura del canale di Suez, tornò nel 1872 su invito del chedivè e nel 1875 raggiunse il Marocco con una missione diplomatica italiana, insieme al pittore Cesare Biseo e allo scrittore Edmondo De Amicis, che dal viaggio ricavò un libro. Cavalieri arabi e scene di mercato occuparono il resto della sua vita di lavoro. Una sua idea giovanile è rimasta nella Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti: un bozzetto ottagonale dipinto su vetro verso il 1850, il Savonarola che brucia in piazza della Signoria con la Loggia dei Lanzi a destra.
