Tanzio da Varallo

Tanzio da Varallo

1633 · Ducato di Milano · barocco, manierismo, scuola lombarda


La storia

Il 12 febbraio 1600 le autorità della Valsesia, valle alpina del ducato di Milano, rilasciarono un salvacondotto a due fratelli, Melchiorre e Antonio d'Enrico, perché potessero andare a Roma per l'Anno Santo mantenendosi lungo la strada come pittori. Antonio è quello che ricordiamo come Tanzio da Varallo. Era nato ad Alagna, in testa alla valle, intorno al 1575 o qualche anno dopo, in una famiglia di artisti. Il fratello maggiore Giovanni d'Enrico divenne scultore e architetto.

A Roma Tanzio incontrò la pittura di Caravaggio e dei suoi seguaci, la luce radente e i corpi senza idealizzazione, e la riportò con sé al nord. Alcune pale che lasciò in Abruzzo intorno al 1610 e al 1612 gli sono state restituite solo in tempi recenti. Nel 1616 era di nuovo in valle, e tra il 1618 e il 1620 dipinse la cappella di Pilato che si lava le mani al Sacro Monte di Varallo, il colle di cappelle per cui il fratello Giovanni modellava figure in terracotta a grandezza naturale. Le sue due versioni del Davide con la testa di Golia risalgono agli stessi anni. Intorno al 1630 affrescava chiese a Milano, e morì nel 1633.

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Opere

1 opera