Turone di Maxio
Signoria di Verona · Gotico italiano, Trecento
La storia
Nel 1356 un notaio di Verona descrisse un pittore di nome Turone come figlio del fu Maxius di Camenago, della diocesi di Milano, ora abitante a Verona. Quella sola riga è la prova migliore della sua provenienza. Le date di nascita e di morte non si conoscono. È documentato in città fino al 1387 e nel 1393 era già morto.
In quei decenni Turone guidò una bottega molto attiva. Una Crocifissione sopra la porta laterale della chiesa di San Fermo è datata 1363, e per il capitolo della cattedrale egli e i suoi aiuti miniarono una parte di una serie di 17 libri corali, tre dei quali recano la data 1368. Gli studiosi spiegano le sue figure salde e modellate con semplicità con una prima formazione tra i frescanti lombardi seguaci di Giotto. Una sola opera giunta fino a noi porta la sua firma, un polittico del 1360 oggi al museo di Castelvecchio.
