
Vlaho Bukovac
1855–1922 · Impero austriaco · Postimpressionismo
La storia
Nel 1878 la giuria del Salon di Parigi accettò un quadro intitolato Una montenegrina, e con esso, per la prima volta, il nome di un pittore croato entrò nei registri di quell'esposizione. Il pittore era Vlaho Bukovac, nato Biagio Faggioni nel piccolo porto dalmata di Cavtat, vicino a Dubrovnik, figlio di padre genovese e madre croata. Era arrivato a Parigi l'anno prima e si era fatto ammettere all'École des Beaux-Arts, nello studio di Alexandre Cabanel, il maestro accademico che regnava sul Salon.
Per una quindicina d'anni costruì una carriera francese di nudi levigati e ritratti mondani, noto soprattutto per un nudo del 1887 intitolato Une fleur, Un fiore. Poi tornò a casa. Dal 1893 si stabilì a Zagabria, e il suo arrivo aprì il capitolo più vivace che la pittura croata avesse conosciuto: schiarì la tavolozza, sciolse la pennellata verso qualcosa di vicino all'impressionismo e raccolse intorno a sé pittori più giovani in quella che fu detta la scuola colorista. Nel 1895 dipinse il grande sipario del nuovo Teatro Nazionale Croato, una gremita allegoria della rinascita culturale del paese.
Non smise di spostarsi. Nel 1903 accettò una cattedra all'Accademia di Belle Arti di Praga, dove sperimentò il puntinismo, costruendo i quadri con piccoli tocchi separati di colore, e vi rimase fino alla morte nel 1922.

