
Władysław Podkowiński
1866–1895 · Polonia del Congresso · Impressionismo
La storia
Una mattina di primavera del 1894 un giovane pittore entrò nella galleria Zachęta di Varsavia, si fermò davanti alla sua tela più famosa e la squarciò con un coltello. Il quadro era Frenesia, una donna nuda rovesciata all'indietro su un cavallo nero dagli occhi folli, e nelle settimane in cui era rimasto appeso circa 12.000 persone gli erano sfilate davanti fra lo scandalo e il fascino.
Il pittore era Władysław Podkowiński, aveva 28 anni e stava morendo. Si era formato a Varsavia, poi nel 1889 andò a Parigi, dove gli impressionisti, Monet sopra tutti, lo volsero verso il colore e la luce puri. Gli si attribuisce spesso di aver portato l'impressionismo in una Polonia allora spartita tra tre imperi. Frenesia se ne allontanava, verso il simbolismo cupo e onirico dei suoi ultimi anni.
Non spiegò mai perché l'avesse distrutta, e le dicerie legarono l'immagine a una donna che amò senza essere ricambiato. Morì di tubercolosi un anno dopo, nel 1895, e la tela fu restaurata dopo la sua morte. Oggi si trova a Cracovia.
