Bottega di Francesco Guardi

Repubblica di Venezia · Rococò


La storia

Le piccole vedute veneziane di Guardi si vendevano bene ai viaggiatori stranieri, e non tutte quelle che uscivano dalla sua bottega erano dipinte da Francesco Guardi in persona. Gli aiuti replicavano composizioni e motivi dei suoi quadri e disegni precedenti, in un formato modesto, adatto a un ricordo di viaggio e a una borsa più leggera. Negli ultimi anni lavoravano accanto a lui il fratello minore Nicolò e il figlio.

«Bottega di Francesco Guardi» è la dicitura che un museo assegna a uno di questi dipinti di bottega. Colloca il quadro nel suo studio e durante la sua vita, eseguito da un aiuto sui suoi disegni, forse con qualche tocco del maestro, forse senza nessuno. Dice più di «seguace di Guardi», termine per chiunque dipingesse alla sua maniera, e meno di un'attribuzione a Guardi stesso.

A Boston la dicitura accompagna una piccola veduta della porta di terra dell'Arsenale, il cantiere navale dello Stato veneziano, un soggetto che Guardi dipinse anche in versioni oggi a Londra e a Vienna.

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Opere

1 opera