Bottega del Maestro dell'Altare di Schotten
Sacro Romano Impero · Tardogotico
La storia
Tra il 1469 e il 1475 l'abbazia benedettina nel centro di Vienna chiamata Schottenstift, l'abbazia degli Scozzesi, dal nome dei monaci irlandesi che per primi vi abitarono, ricevette un nuovo altare maggiore. Arrivò a contare 24 tavole dipinte con la vita della Vergine e la Passione di Cristo, e 21 sono sopravvissute, divise tra il museo dell'abbazia e il Belvedere. Il pittore che guidò il lavoro è anonimo. Gli storici dell'arte lo chiamano Maestro dell'altare degli Scozzesi, e le sue tavole rivelano uno studio attento della pittura fiamminga e di quella di Norimberga. Dietro la sua Fuga in Egitto si apre una veduta di Vienna intorno al 1470, spesso citata come la più antica immagine realistica della città.
All'altare lavorarono più mani, ed è a loro che si riferisce questa voce. La Crocifissione del Belvedere, dipinta su rovere verso il 1475 e di solito annoverata tra le scene superstiti dell'altare, è catalogata dal museo come opera della cerchia del maestro, cioè di un pittore della stessa bottega viennese il cui nome, come quello del maestro, è andato perduto. Il Belvedere conserva anche l'Adorazione dei Magi e il Compianto su Cristo morto dallo stesso altare, entrambi attribuiti al maestro in persona.
