Xu Beihong

Xu Beihong

1895–1953 · dinastia Qing, Repubblica di Cina, Repubblica Popolare Cinese · arte moderna cinese, pittura a olio, realismo


La storia

Durante la guerra contro il Giappone, alla fine degli anni Trenta, un'immagine continuava a diffondersi in Cina, in riproduzioni e mostre: un cavallo al gran galoppo, criniera al vento, dipinto con il solo inchiostro nero. L'uomo che l'aveva creata, Xu Beihong, voleva che l'animale rappresentasse un paese che rifiutava di arrendersi, e per molti fu proprio così.

Era arrivato ai cavalli per una lunga strada. Nato nel 1895 a Yixing, vicino a Shanghai, imparò il pennello e l'inchiostro dal padre, poi nel 1919 ottenne un posto all'École des Beaux-Arts di Parigi, la scuola d'arte nazionale francese. Otto anni in Europa gli diedero una salda padronanza del disegno accademico e della pittura a olio, e tornò a casa convinto che l'arte cinese avesse bisogno di quel tipo di realismo disciplinato per rinnovarsi, un'idea che sostenne per tutta la vita.

I suoi cavalli sono il punto in cui le due formazioni si incontrano. Li disegnava con l'anatomia e lo scorcio occidentali, poi fissava quella struttura nelle pennellate libere e umide dell'inchiostro tradizionale. Portò la stessa fusione in enormi dipinti storici come Il vecchio sciocco che spostò le montagne, una favola sulla perseveranza dipinta nel 1940, modellando il corpo nudo alla maniera occidentale sopra l'inchiostro cinese.

Nel 1949 la nuova Repubblica Popolare lo nominò primo presidente dell'Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino e capo dell'associazione nazionale degli artisti. Mantenne entrambe le cariche solo per poco. Morì nel 1953, a 58 anni, per un ictus, nella città di cui aveva appena cominciato a dirigere le scuole d'arte.

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Opere

1 opera