
Polittico di Alba
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La storia
L'anno 1506 è scritto sul cartiglio che san Paolo tiene in mano in uno di questi scomparti. Il polittico fu dipinto per la chiesa di San Francesco ad Alba, la città di Macrino, e accanto a santi più antichi compaiono quelli dell'ordine. Bonaventura, Ludovico di Tolosa, Antonio da Padova e Rosa da Viterbo appartenevano tutti alla famiglia francescana, e nello scomparto centrale lo stesso Francesco riceve le stimmate. Nella scena c'è anche il ritratto del committente, che la scheda del museo chiama Enrico Balistero.
Il museo fa notare ciò che manca. È perduta la tavola centrale dell'ordine superiore, che doveva raffigurare la Vergine in trono con il Bambino. E la compresenza di tavole a fondo oro e di tavole con sfondo di paesaggio documenta, secondo la scheda, la graduale evoluzione dalla cultura tardogotica verso soluzioni più moderne. Gli scomparti arrivarono a Torino nel 1841, donati da Costanzo Michele Fea, vescovo di Alba.


