
Allegoria della Fecondità e dell'Abbondanza
Dettagli
La storia
Signorelli dipinse questa tavola intorno al 1500, negli stessi anni in cui affollava di figure una cappella a Orvieto. Di quella foga qui non resta nulla. La tavola è lavorata quasi come pietra scolpita, in una gamma ristretta di bruni e grigi, così che la donna seduta con la cornucopia e i bambini intorno sembrano un rilievo antico tornato in vita. Era proprio questo l'intento. Un collezionista umanista voleva qualcosa per il suo studiolo, il piccolo studio privato dove un uomo colto teneva i libri, e la moda era per tutto ciò che ricordava l'antica Roma. Così un pittore cristiano ricorse a un'immagine pagana dell'abbondanza e fece in modo che un dipinto si fingesse scultura. Il corno da cui traboccano i frutti è l'antico segno romano dell'abbondanza.




