Pala della beata Umiltà

Pala della beata Umiltà


Dettagli

Anno
1341
Tecnica
tempera

La storia

Umiltà da Faenza morì nel 1310. Era una donna anziana che a Firenze aveva fondato un monastero e lo aveva retto come badessa. Una trentina d'anni dopo Pietro Lorenzetti dipinse questa grande tavola per quella stessa chiesa, San Giovanni Evangelista, perché stesse sopra la sua tomba, per le monache che ancora la ricordavano.

Segue un formato ormai in disuso, quello dell'icona agiografica. La santa sta in piedi a figura intera al centro, sul fondo d'oro, e intorno a lei corrono 11 piccole scene della sua vita e dei suoi miracoli, 14 pannelli dipinti in tutto oltre alla predella. La si legge come si legge una vita, episodio dopo episodio, dalla donna che lascia il mondo ai prodigi raccontati dopo la sua morte.

Si guardi come è vestita. Indossa l'abito del suo ordine e tiene un libro e una palma, segno di gloria, e sul capo porta un pezzo di pelle di pecora. Quella pelle di pecora è il suo emblema personale, il segno dell'umiltà che le diede il nome, ed è il modo in cui la si riconosce in qualsiasi immagine.

L'opera è appena uscita da un restauro durato quattro anni.

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