Anfora bilingue di Andocide, con Eracle e Cerbero

Anfora bilingue di Andocide, con Eracle e Cerbero


Dettagli

Anno
-512
Tecnica
argilla, anfora bilingue attica, figure rosse (lato A) e figure nere (lato B), con incisioni e ritocchi in rosso e bianco
Tipo
vaso
Dimensioni
58,2 × 37 cm

La storia

Questa anfora fu fatta ad Atene intorno al 515-510 a.C., ma è stata trovata in Italia, a Vulci, una città degli Etruschi, che compravano ceramica dipinta ateniese in grandi quantità e spesso la deponevano nelle tombe. Già nell'antichità qualcuno pensò che valesse la pena ripararla. Un foro nella parte bassa del corpo tratteneva una grappa di piombo, e il piede fu restaurato in epoca antica. Un segno inciso sotto il piede compare nel catalogo delle iscrizioni etrusche e italiche del Louvre.

I due lati sono dipinti con due tecniche diverse. Su quello a figure rosse, attribuito al Pittore di Andocide, Eracle è in ginocchio con una catena e protende la mano verso Cerbero, il cane a due teste che custodisce l'oltretomba e che è venuto a portare via come ultima delle sue fatiche. Dietro di lui c'è Atena, e una colonna dorica indica la casa di Ade. Sull'altro lato, a figure nere, Dioniso regge una coppa da vino tra satiri che suonano, con una donna che potrebbe essere Arianna, e il Louvre assegna questo lato al Pittore di Lisippide. Il museo acquistò il vaso nel 1836.

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