
Sandro Botticelli · PD
Calunnia di Apelle
Dettagli
La storia
Firenze, metà degli anni novanta del Quattrocento. Lorenzo il Magnifico è morto da poco e in città predica il frate Girolamo Savonarola: è la fine di un'epoca. In questo clima Botticelli ricostruisce un quadro dell'antichità che non esisteva più, una tavola del pittore greco Apelle descritta a parole dallo scrittore Luciano e raccomandata ai pittori da Leon Battista Alberti. La scena è un processo alla menzogna: un re dalle orecchie d'asino ascolta la Calunnia, una bella donna che trascina per i capelli un innocente, mentre la Verità nuda, sulla sinistra, indica il cielo. Molti pensano che Botticelli avesse in mente una precisa vittima di false accuse, forse se stesso. È probabilmente l'ultimo suo dipinto profano che ci sia rimasto.





