
Il Salvatore benedicente
Dettagli
La storia
Il bordo ricamato d'oro sullo scollo della veste e i lunghi capelli ondulati sono proprio i dettagli su cui lo studioso americano Everett Fahy, nel 1969, fondò l'attribuzione di questa tavoletta a Fra Bartolomeo. Li ritrovava quasi identici nell'«Annunciazione» che il pittore dipinse per il Duomo di Volterra, datata 1497, e ne dedusse che le due opere fossero vicine anche nel tempo. Prima il Cristo era passato per Rosso Fiorentino, per Perugino e, da Adolfo Venturi in poi, per Mariotto Albertinelli, compagno di bottega del frate. Il modello veniva invece da nord. Il Cristo a mezza figura che benedice e stringe i chiodi della crocifissione è un tipo ripetuto da Hans Memling e dai suoi seguaci, e di gusto nordico sono anche le torri della città sullo sfondo. Sulla mano che tiene i chiodi si vede la ferita.




